Prevenzione della carie
 
La carie è una malattia irreversibile. Quando avviene un?alterazione dei tessuti duri del dente (smalto e dentina) con perdita di sostanza, non è possibile una sua guarigione con ricostituzione del tessuto perso. Può avvenire una sorta di riparazione che permette una fase di stabilità della malattia, in quanto la saliva contiene calcio e fosfato che sono i maggiori costituenti dei denti, ma lo smalto e la dentina non sono in grado di ricostituire la parte di dente distrutta.
Poiché la malattia cariosa coinvolge un numero molto alto della popolazione, sono stati istituite delle misure di prevenzione che comprendono la lotta contro la malattia prima che questa si sviluppi mediante la somministrazione di fluoro, la pulizia dei denti, una corretta abitudine alimentare e la sigillatura dei solchi.
La prevenzione di tipo secondario ha lo scopo di individuare precocemente la malattia. Rientrano in questo ambito le visite periodiche dal dentista e l?ispezione della cavità orale dei bambini nella scuola.
La prevenzione di tipo terziario viene attuata per ripristinare una funzione andata persa e prevenire le complicanze future. Tutti i trattamenti odontoiatrici sono volti a questo principio.

Il fluoro
Il fluoro è una sostanza molto diffusa in natura e contenuta nello smalto dei denti.
Negli ultimi trent?anni è stato molto utilizzato sia a livello sistemico (=via orale che interessa tutto l?organismo) che topico(=locale).
La diminuzione dell?insorgenza di carie è stata sicuramente molto legata all?introduzione di questa sostanza. Oggigiorno praticamente non esiste dentifricio che non contenga fluoro e sebbene all?inizio la sua introduzione fosse stata casuale, negli anni successivi si sono visti i notevoli vantaggi dovuti al suo apporto giornaliero.
Il fluoro ha molte proprietà preventive nei confronti della carie:

  • Rende lo smalto può resistente all?attacco degli acidi prodotti dai batteri
  • Contrasta i sistemi di elaborazione dei batteri della placca
  • Rallenta l?immagazzinamento degli zuccheri da parte di alcuni batteri del cavo orale
  • Diminuisce la tendenza delle superfici dello smalto ad assorbire gli zuccheri
  • È in grado di danneggiare direttamente i batteri
  • Promuove i processi di remineralizzazione delle lesioni cariose iniziali.

Grazie a queste proprietà, l?assunzione regolare di fluoro risulta molto utile in tutto il periodo della vita perché agisce sia nella formazione dei denti che dopo la loro eruzione. Le modalità e le quantità di somministrazione vanno calcolate in base all?età e alla situazione personale.
Somministrazione di fluoro:
per somministrazione sistemica si intende l?assunzione mediante l?ingestione di sostanze contenenti fluoro: acqua potabile, acqua minerale, sale da cucina, latte, compresse di fluoro, gomme da masticare.
la somministrazione topica comprende l?applicazione di fluoro eseguita dal paziente con trattamenti locali: dentifricio, collutorio, filo interdentale, gel.
Sebbene la fluorazione della acque sarebbe una soluzione ottimale e molto vantaggiosa, data la bassissima percentuale di fluoro contenuta nella nostra acqua potabile e data la scarsa presenza di questa sostanza negli alimenti, risultano necessarie altre forme di apporto.
In Italia sono poco presenti sul mercato sia il sale da cucina contenente fluoro che le acque minerali; per il primo, inoltre,insorgerebbe il problema dei lattanti e dei bambini al di sotto dei 2 ani di età che necessitano di una dieta povera di sale.
Il latte materno contiene una quantità di fluoro molto bassa così come i preparati che lo sostituiscono.
Data la difficoltà del reperimento di prodotti alimentari efficaci e l?impossibilità di un calcolo esatto della quantità ingerita, il metodo di somministrazione più controllabile e predicibile è mediante le compresse di fluoro assunte quotidianamente.
L?ingestione di compresse di fluoro permettono un dosaggio esatto che va prescritto in quantità legate all?età ed a seconda di eventuali altri fonti di somministrazione di fluoro per evitare effetti di tossicità. Il trattamento corretto prevede l?inizio dell?assunzione da parte della madre dal sesto mese di gravidanza per proseguire con l?assunzione da parte del bambino fino all?undicesimo anno di età. Questo periodo permette di coprire il tempo in cui finiscono di formarsi gli ultimi denti permanenti. Dopo questo tempo le compresse di fluoro non portano alcun vantaggio.
Il dosaggio viene calcolato dal pediatra o dall?odontoiatra in base all?età del bambino dopo aver verificato gli eventuali valori di fluoro già assunti (valori nell?acqua potabile, sale, acqua minerale?). Le compresse vanno disciolte in un cucchiaio d?acqua (nei lattanti) o ingerite intere.
Il trattamento ha senso solo se viene effettuato nella sua completezza perché i vantaggi derivano da una assunzione piccola prolungata nel tempo.
Il fluoro contenuto nelle gomme da masticare può essere una valida alternativa se sono preparati venduti in farmacia come forma alternativa alle compresse. Le gomme da masticare ?tradizionali? non rientrano in questo gruppo in quanto, sebbene possano contenere fluoro, non sono in grado di sostituire un preparato farmaceutico.
Le gomme da masticare, inoltre, generalmente devono essere tenute in bocca per tempi lunghissimi per più di una volta al giorno risultando, in questo modo, di difficile assunzione regolare.

Per completare il trattamento come integrazione a quello sistemico negli adolescenti e come prevenzione in fase adulta, è consigliata la somministrazione di fluoro in maniera topica. L?utilizzo quotidiano di un dentifricio che contenga fluoro permette un apporto sufficiente e pratico in quanto la pasta dentifricia fa già parte del corredo di igiene orale quotidiana. L?assunzione di fluoro mediante altre forme risulta eccedente se si fa già uso di un dentifricio a base di fluoro.
Esistono inoltre dei dentifrici medicati a base di fluoro che vengono applicati in caso di soggetti molto predisposti a carie o in zone cariate in cui è possibile una remineralizzazione.

Tossicità del fluoro: il fluoro assunto in dosi massive può dare effetti collaterali di tipo acuto o cronico.
I sintomi di una tossicità acuta del fluoro sono nausea, vomito, dolori di stomaco e diarrea, alcuni bambini possono mostrare ipereccitazione. Concentrazioni altissime possono dare insufficienza cardiocircolatoria e/o paralisi respiratoria. Dosi di 3-5 mg per kg di peso possono già dare dei sintomi. La dose letale per i bambini è di 16mg/kg di peso, quella adulta di 30-65 mg/kg di peso.
Un sovradosaggio di tipo cronico, se avviene durante la formazione dello smalto, si manifesta come fluorosi dentale, i denti si presentano con linee bianche o macchie biancastre diffuse; se il fluoro si deposita nelle ossa, avviene la fluorosi scheletrica in cui, sebbene le ossa aumentino di spessore e quantità, divengono anche più a rischio di frattura rispetto ad ossa sane.

La pulizia dei denti
Sui denti si forma costantemente la placca che è la causa principale della malattia cariosa.
Se si riesce ad evitare che questa si accumuli sui denti, si diminuisce enormemente il rischio che i denti si carino.
Una corretta igiene orale è perciò alla base di una corretta prevenzione.