Traumi

Non disperate se oltre allo spavento di una caduta o di un incidente vi siete anche ritrovati con un pezzetto di dente in meno. Oggigiorno grazie all'evoluzione dei materiali e delle tecniche si è in grado di ricostruire i vostri denti garantendo un risultato che soddisfa sia l'estetica che la funzione e la resistenza.
Di notevole importanza è la tempestività con cui si interviene perché minore è il tempo che passa fra il trauma e la terapia e migliore sarà la prognosi.
Prima di tutto bisogna accertarsi quali siano le zone interessate al trauma mediante un esame sia del viso che della bocca, si controlla lo stato di salute non solo del dente ma anche della gengiva e dell'osso che lo circonda.
Nelle lesioni che interessano i denti da latte bisogna porre molta attenzione anche al germe del dente permanente assicurandosi che non sia stato danneggiato. Generalmente nel caso in cui un dente da latte traumatizzato sia particolarmente compromesso, si preferisce l'estrazione alla ricostruzione data la complessità del trattamento che viene notevolmente complicata dalla giovane età del paziente, spesso poco collaborante. Seguiranno dei controlli e delle metodiche per favorire uno sviluppo e una posizione corretti dei denti permanenti.
Per i denti permanenti invece le possibilità sono molteplici e una volta che si è stabilita la gravità del trauma, se le condizioni lo permettono, si inizia la ricostruzione del dente.
Il fine è naturalmente quello di andare a ricreare una situazione il più simile alla precedente cercando di risparmiare più tessuto possibile. A seconda della quantità di dente rimasto si decide quale tipo di ricostruzione adottare. Se il trauma non ha provocato una grossa perdita si potrà utilizzare una metodica " diretta" mediante l'uso di materiali compositi. La ricostruzione in questo caso viene eseguita in un'unica seduta dal dentista che, grazie a questi materiali, riesce a ridare la giusta forma, dimensione e colore al dente.
Se la parte di dente rimasta è troppo debole, si preferisce ricorrere ad una tecnica "indiretta" ovvero, dopo una corretta preparazione del dente, viene presa un'impronta che servirà al laboratorio odontotecnico per preparare la parte mancante con precisione. Anche qui ci sono differenti soluzioni per la ricostruzione: intarsi (poco utilizzati per il basso risultato estetico dato che generalmente i traumi coinvolgono gli incisivi), faccette (=corone parziali che interessano solo la parte visibile del dente) o corone complete. Esistono materiali differenti ma tutti necessitano di più di una seduta dal dentista poiché devono essere modellati e cotti in un laboratorio odontotecnico.
Uno dei problemi principali è naturalmente quello del colore, infatti, generalmente sono i denti delle zone frontali che si fratturano durante gli incidenti. Il dente è composto sia da smalto sia da dentina e ognuno di questi ha caratteristiche e comportamenti differenti rispetto alla luce. Lo studio degli spessori, la scelta del materiale e il suo colore risultano basilari per la buona riuscita del restauro che ormai anche a distanza di anni mostra una stabilità sorprendente.
Un consiglio: se la parte di dente che si frattura è costituita da una pezzetto di dimensioni consistenti e non ridotto in frantumi, tenetelo perché potrebbe essere "incollato". Se invece avviene una perdita completa dell'elemento dentario che fuoriesce integro dalla sua sede, potrebbe essere reimpiantato ma, oltre all'immediata necessità di recarsi dal dentista( possono intercorrere massimo 2 ore per avere una discreta percentuale di successo), è molto importante che il suo mantenimento avvenga nelle condizioni ideali : non cercate di pulirlo ( potreste alterare i tessuti che lo ricoprono) ma mettetelo in un bicchiere con del latte non freddo oppure tenetelo in bocca per lasciarlo a contatto con la saliva.